La prima cosa importante da dire è che non esistono consigli davvero universali per tutte le orchidee. Sono una famiglia enorme di piante, che cresce nelle zone più disparate del mondo, dalla montagna alla giungla, passando anche per l’Italia.
Pensare di poterle coltivare tutte allo stesso modo è il primo grande errore che possiamo fare nella cura di queste meravigliose piante.

Le orchidee che prenderemo in considerazione in questo articolo sono solo quelle più diffuse a livello commerciale in questo periodo (nei decenni passati andavano molto più “di moda” le Cattleya): le Phalaenopsis.
Sono le piante che incontriamo quando ci appassioniamo alle orchidee, e con cui consiglio di inespertirsi prima di passare ad altri generi.
Ma passiamo alla pratica, e andiamo a vedere quali sono davvero le 5 regole universali che possiamo applicare alla cura delle Phalaenopsis:

  • Posizionatele vicino ad una finestra, possibilmente a non più di un metro. Queste orchidee hanno bisogno di molta luce: posizionarle vicino ad una finestra è una buona regola generale per fornire loro il quantitativo di cui hanno bisogno. Non possiamo pensare di rivoluzionare l’arredamento di casa per posizionare una pianta, ma possiamo trovarle il posto più vicino possibile alla fonte di luce. Unica accortezza sarà quella di schermare la finestra con una tenda: tanta luce sì, ma non sole diretto che potrebbe bruciare le foglie.
Posizionate la vostra orchidea vicino ad una finestra per fornirle la luce di cui ha bisogno
Posizionate la vostra orchidea vicino ad una finestra per fornirle la luce di cui ha bisogno
  • Guardate il termometro. Le Phalaenopsis stanno bene…dove stiamo bene noi. La temperatura deve essere mite e senza sbalzi, la regola d’oro è mai scendere sotto i 15°C, ma per vivere alla grande le temperature devono essere tra i 18° e i 24°. L’ eccesso di calore, così come l’eccesso di freddo, puó minare lo sviluppo sano delle nostre piante, quindi attenzione anche a posizionarle troppo vicine ai caloriferi d’inverno.
  • Bagnale solo quando c’è bisogno. Non esiste una regola universale adatta per ogni casa in ogni zona d’Italia, come ad esempio “bagnare una volta alla settimana”, perché in ogni casa ci sono una temperatura ed un’umidità diverse. Per non sbagliare basta guardare il colore delle radici: se è argento, si bagna, se è verde, si aspetta. Nel dubbio, si aspetta e si ricontrolla il giorno successivo. Semplice, no? Questa è anche la vera utilità del vaso trasparente: è vero che le radici delle orchidee fanno fotosintesi, ma la fanno in misura talmente ridotta, che il vaso trasparente non fa alcuna differenza per la loro salute ed il loro sviluppo. La capacità fotosintetica delle radici di un’orchidea ci può tornare utile solo in casi disperati di totale, o quasi, assenza di foglie, ma in questi casi perdere del tutto la pianta non è raro. Per noi invece può essere molto comodo per sapere con esattezza quando bagnare grazie al fatto che vediamo attraverso il vaso il colore delle radici, ecco perchè molte orchidee vengono coltivate in vasi trasparenti.
  • Bagnare per immersione o dall’alto: l’importante è non lasciare acqua in mezzo alle foglie! Mi spiego: si leggono in giro consigli lapidari sul bagnare dall’alto piuttosto che per immersione, e di come l’uno o l’altro metodo vengano considerati dalle diverse fazioni assolutamente giusto o assolutamente sbagliato a seconda dell’appartenenza alla fazione stessa. La verità è che si possono bagnare in entrambi i modi, ovviamente. Ciò che importa in ogni caso è bagnarle copiosamente, anche se dall’alto, e farle scolare bene prima di riporle. Inoltre, quando si irriga per immersione, è bene non lasciare le piante a mollo per ore ed ore, basta qualche minuto per bagnare uniformemente tutto il substrato. Sia che si preferisca un metodo, piuttosto che l’altro, la cosa indispensabile, soprattutto di inverno, è non lasciare dei residui d’acqua fra le foglie, che potrebbero causare dei marciumi. Basta con un panno carta passare velocemente le ascelle fogliari per rimuovere eventuali gocce. Io personalmente irrigo dall’alto tutto l’anno, tranne che nei mesi più caldi, durante i quali il substrato asciuga troppo velocemente se non viene bagnato per immersione.
  • Infine, se vuoi i fiori, falle prendere freddo. Ovviamente senza esagerare, ma per l’induzione a fiore degli ibridi di Phalaenopsis, è sufficiente dare loro almeno un paio di settimane di sbalzo termico tra il giorno e la notte, di pochi gradi. Basta, ad esempio, il periodo autunnale prima che si accendano i riscaldamenti a fare fiorire le piante che di solito compriamo in vivai e supermercati. Ovviamente anche in questo caso, basterà controllare il termometro per capire se stiamo dando alle nostre orchidee quello di cui hanno bisogno.
induzione a fiore phalaenopsis
Nuovi boccioli su una pianta di Phalaenopsis

Abbiamo parlato fino ad ora di piante “da supermercato”, ma chi inizia ad appassionarsi di orchidee, spesso valuta di rivolgersi a vivai specializzati, che vendono diverse tipologie di piante. In questo caso è sempre opportuno verificare che tipo di pianta stiamo acquistando e di quali condizioni specifiche può avere bisogno.

Ovviamente l’argomento è vastissimo e non si può certo ridurre la cura di queste piante a soli cinque punti, ma sicuramente con questi piccoli accorgimenti non potremo sbagliare!

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