Il consiglio che gira sul web su come far rifiorire la Stella di Natale si basa sul presupposto che la Stella di Natale abbia bisogno di essere riposta al buio per alcune ore al giorno (qualcuno consiglia uno sgabuzzino…povera!) per farla rifiorire dopo averla conservata viva e vegeta per tutto l’anno.

La giustificazione che viene riportata è che è una pianta brevidiurna, cioè fiorisce con giornate corte e questo è esatto. Nelle piante brevidiurne, infatti, l’induzione alla fioritura avviene quando il numero delle ore di luce scende al di sotto delle 12 ore e con una progressiva diminuzione fino a dicembre quando si ha il minimo della durata del giorno.

E allora qual è la “bufala”? la risposta è facile: in questo periodo, a partire da settembre fino a dicembre, le giornate vanno riducendo la loro quantità di ore di luce quindi non è necessario riporla al buio.
Siamo in autunno, infatti, a ottobre il sole spunta alle 7,30 e tramonta alle 18,20, cioè 11 ore circa, con il procedere della stagione autunnale, inoltre, a novembre il sole sorge alle 7,30 e tramonta alle 16,45 cioè 9 ore e 15 minuti fino ad arrivare al 21 dicembre quando l’alba è addirittura alle 8 e il tramonto alle 16,45 con una lunghezza del giorno di poco più di 8 ore (l’Italia è lunga e tra Bolzano e Palermo ci sono differenze ma non così determinanti).

Come abbiamo visto la lunghezza del giorno diminuisce naturalmente ed è una
diminuzione progressiva ideale per la fioritura delle Stelle di Natale quindi non c’è nessun bisogno di chiuderle nello sgabuzzino!

E quindi qual è il vero trucco per farla rifiorire?
In realtà oltre alla diminuzione della lunghezza del giorno per ottenere la fioritura è necessario agire sulle temperature, bisogna, cioè, ricreare gli sbalzi termici che avvengono in natura tra le temperature diurne e quelle notturne.
A partire da settembre, in poche parole, la si riporta in casa e poi da ottobre si devono fornire temperature notturne intorno ai 12-13°C e diurne tra 16° e 18°C. A novembre si comincerà a notare l’arrossamento dei piccioli delle foglie apicali e man mano un graduale e progressivo arrossamento anche della lamina fogliare. A questo punto è necessario che abbia a disposizione una temperatura notturna di 16°C e diurna di 19°- 20°C, fino a quando a dicembre le foglie saranno completamente rosse.
In seguito, per mantenerla fiorita a lungo, posizionatela in luogo fortemente luminoso, non importa se entra il sole dalle finestre, nel periodo invernale i raggi solari sono deboli e non sono in grado di provocare scottature sulle foglie, ma lontano dai caloriferi. Più sta al fresco (19-20°C al massimo) più a lungo conserva le brattee fiorite.

E come sempre… buon lavoro!