La presenza di fiori nelle piante è legata alla necessità di riprodursi, alcuni fiori sono appariscenti, con petali colorati e forme accattivanti non per far piacere a noi umani ma per attirare gli insetti che devono provvedere ad impollinarli, altri hanno strutture particolari che permettono al vento di portare il polline su altre piante.

Il classico fiore che ci viene subito in mente, quello con petali colorati è il tipico fiore detto ‘’ermafrodita’’ perché al suo interno contiene gli organi sessuali riproduttivi di entrambi i sessi: il pistillo che contiene gli ovuli, la parte femminile chiamata anche ‘’gineceo’’ e gli stami che producono il polline, la parte maschile chiamata anche’’ androceo’’.

Apparentemente questo tipo di fiore potrebbe indurre a pensare che sia autosufficiente, produce polline che feconda l’ovulo dell’androceo, in realtà questo processo viene inibito. I meccanismi che impediscono l’autoimpollinazione nelle piante ermafrodite possono essere di tipi diversi. In alcune piante la posizione degli stami e dei pistilli è tale da impedire l’autoimpollinazione, in altre il processo è inibito da una particolare caratteristica della parte dell’ovario, lo stigma, che ha il compito di catturare e trattenere il polline ma anche di impedire la germinazione di polline proveniente da fiori della stessa pianta o di piante che hanno lo stesso genoma (autoincompatibilità).

Tutto ciò riguarda solo le piante ermafrodite, ma in natura esistono altri tipi di fiori, definiti unisessuati, fiori cioè che contengono gli organi di un solo sesso. Avremo quindi fiori femminili e fiori maschili.

Se i fiori sono presenti sullo stesso individuo avremo piante definite ‘’monoiche’’(dal greco: monos =uno solo e oikè= casa, cioè una sola casa per entrambi i fiori), in questo caso i fiori femminili e maschili non maturano nello stesso momento, in modo da evitare l’autoimpollinazione.

Se, invece i fiori si trovano su individui diversi avremo piante dioiche (dal greco: di=due e oikè= casa, cioè due case diverse per entrambi i fiori), nelle piante dioiche non esiste il problema dell’autoimpollinazione, dato che i due fiori, femminile e maschile, appartengono a due individui diversi.

Le gimnosperme (oggi chiamate Pinophyta) sono piante a fiori unisessuati ma possono essere in alcuni casi monioche, come ad esempio i Pini e gli Abeti, o dioiche, come la Ginkgo biloba e il Taxodium disticum. Nelle Angiosperme (oggi chiamate Magnoliophyta), invece ci sono piante ermafrodite, come i Pruni e i Tigli, ma anche monoiche, come il Nocciolo e la Betulla, e dioiche, come il Kiwi e l’agrifoglio.

Per riassumere, in ogni caso per avere la produzione di semi ci deve essere l’impollinazione da parte di polline che non appartiene allo stesso individuo.