Nell’immaginario collettivo quando si parla di clima mediterraneo si pensa ad un’idilliaca situazione di sole e clima mite ma la realtà è un po’ più complessa.

Il clima mediterraneo è caratterizzato in generale da estati calde e siccitose a da inverni miti con precipitazioni in quantità variabile, ma a queste caratteristiche così generalizzate si possono aggiungere zone a clima mediterraneo in cui gli inverni possono essere definiti “miti e umidi”, “freschi e umidi” e infine “freddi e piovosi” pur avendo come costante le estati molto calde e siccitose. 

Un’altra variabile che possiamo riscontrare è dovuta alla posizione più o meno vicina al mare. 

Il mare, infatti, è un regolatore termico e quindi in queste condizioni le escursioni termiche tra estate e inverno saranno meno marcate rispetto a quelle dell’entroterra e sarà anche maggiore il livello di umidità atmosferica – molte piante sopravvivono proprio grazie all’umidità notturna che durante la notte si condensa sulle loro foglie – oltre, ovviamente, alla salinità che sarà presente nell’aerosol e di cui dovremo tener conto nella scelta delle piante.

Insomma, il clima può essere certamente più complicato e per progettare e scegliere le piante più adatte sarà necessario valutare ogni aspetto per sfruttare al meglio le condizioni climatiche offerte dal clima specifico della zona in cui dovete operare.

Di norma in questo tipo di clima durante l’inverno le piogge sono garantite più o meno abbondantemente a seconda delle zone e dell’andamento annuale e alle piogge si associano giornate soleggiate con temperature miti e questo susseguirvi di eventi garantisce che le piante possano crescere rigogliosamente proprio in questa stagione accumulando riserve per superare l’estate arida e calda. 

Come sempre è un vantaggio lasciar fare alla natura: la pioggia invernale accumulata nel terreno e a volte in alcune parti della pianta, ci permetterà di evitare le annaffiature estive e se a questo si aggiunge l’uso di pacciamature che riparano il suolo dal calore intenso estivo o di piante tappezzanti che svolgano lo stesso ruolo, potremo evitare l’evaporazione dell’umidità trattenuta dal suolo. 

Sempre seguendo il principio “lasciar fare alla natura”, se utilizziamo piante autoctone, locali o da clima mediterraneo non dovremo fornire al giardino troppe cure pur ottenendo risultati interessanti.

Fiore di cappero
Fiore di cappero

Far fronte ad estati calde e siccitose ad una luminosità intensa e a un sole cocente magari accompagnato da vento secco potrebbe spaventare: sono, questi, eventi estremi che normalmente causano fallimenti nella gestione di un giardino. 

Sfruttando le strategie che le piante hanno messo in atto in miliardi anni di evoluzione potremo superare questi susseguirsi di queste situazioni che viviamo come calamità e trasformale in opportunità. Nelle zone a clima mediterraneo l’acqua è una risorsa preziosa che non si può “sprecare” bagnando il giardino. Ciò che emerge, quindi, nella gestione di un giardino mediterraneo, è la necessità di ridurre il consumo di acqua e questo obiettivo è facilmente raggiungibile. Nel mondo, in Israele e in California ad esempio, utilizzano metodi di risparmio idrico con risultati interessanti, a volte il risparmio arriva fino al 50% e non è necessario sacrificare la bellezza e l’estetica del giardino per ottenerlo.

Le piante mediterranee originarie di queste zone (autoctone) sono molte e decisamente decorative, si integrano perfettamente nel paesaggio e offrono colori, trame fogliari, fioriture molto interessanti con il vantaggio di non richiedere acqua e se scelte con criterio faranno bella mostra di sé tutto l’anno.

Oltre alla scelta di piante giuste per questo clima una interessante strategia da applicare a questo tipo di giardino può consistere nel favorire l’accumulo di acqua piovana negli strati profondi del terreno, in modo da permettere alle radici di andare a cercarla in profondità nei momenti critici sia migliorando il terreno sia, se indispensabile e di soccorso per i primi anni dopo l’impianto, intervenendo con irrigazioni meno frequenti ma più abbondanti. Fornendo consistenti quantità di acqua, ma meno frequentemente, questa non si fermerà in superficie ma scenderà in profondità inducendo l’apparato radicale delle piante a scendere per assorbirla e rendendole autosufficienti nel tempo. In pratica consiste nell’imitare ciò che avviene in natura, come sempre del resto, simulando gli sporadici, ma intensi, acquazzoni estivi.

Oltre a scegliere piante che richiedano poca acqua e strategie di irrigazione potrete ridurre le superfici a tappeto erboso o utilizzare prati alternativi, a basso consumo idrico costituiti da varie specie anche mescolate fra loro (Lippia nodiflora ‘Canescens’, Zoysia tenuifolia, Verbena x hibrida, ecc.) che avranno anche il vantaggio di non avere bisogno di interventi fitosanitari.

Non puoi copiare il contenuto di questa pagina.