Le Clematidi sono un genere di rampicanti che possono dare infinite gioie ma anche terribili dolori.

Per curarle al meglio e goderne le gioie bisogna conoscere il loro segreto. Le Clematidi sono piante rustiche e resistenti che crescono vigorose a patto che si diano loro le condizioni ideali per la crescita. 

Per avere il meglio bisogna trovare una collocazione che permetta di mantenere le radici delle Clematidi in un terreno fresco e umido ma al tempo stesso avere la chioma al sole, la frase ricorrente per chi le coltiva è: “testa al sole e piede all’ombra“, anche se esistono alcune Clematis che tollerano esposizioni della chioma all’ombra o meglio semi ombreggiate.

La scelta del terreno è fondamentale, deve essere un terreno molto ricco di sostanza organica per mantenersi friabile, trattenere umidità ma non avere ristagni idrici.

 Se non avete una simile situazione si può crearla lavorando il terreno con profonde vangature e sminuzzando con cura le zolle. Se il terreno è argilloso e tende a compattarsi, aggiungete sabbia da fiume e stallatico maturo mescolando accuratamente i diversi materiali. 

Alcuni consigliano di mettere sul fondo della buca una palettata di letame maturo coperta poi da uno stato di terra per fornire nutrimento alle radici, questo sistema comporta però che l’apparato radicale, trovando nutrimento sempre nello stesso posto, evita di allargarsi crescendo nel tempo come se si trovasse in un vaso. Distribuendo lo stallatico e mescolandolo al terreno in una buca di ampie dimensioni, avremo invece uno sviluppo dell’apparato radicale maggiormente diffuso in larghezza.

La dimensione dell’intervento non deve limitarsi alla zona necessaria per il trapianto della zolla svasata ma dovete allargare e migliorare il terreno tutto intorno per almeno un diametro di 50 cm in modo che le radici, crescendo nel tempo, trovino la condizione di terreno che amano.

Se volete farla arrampicare su un muro abbiate l’accortezza di non posizionare la buca a ridosso del muro stesso ma allontanatela di almeno 50cm, infatti a confine con i muri il terreno è spesso asciutto poiché risente dell’effetto riscaldante.

Possono essere trapiantate in qualsiasi periodo dell’anno ma se lo fate in primavera la pianta avrà tempo di affrancarsi in una stagione generalmente non troppo calda e asciutta.

Contrariamente a quanto consigliato per tutte le altre piante nel caso delle Clematidi è consigliabile sotterrare anche una parte del fusto che nel tempo radicherà e produrrà nuovi fusti che potranno sostituire quello originale nel caso si verifichi un attacco della malattia che gli inglesi chiamano wilt (letteralmente: appassimento) una dei terribili dolori che un coltivatore di Clematidi può trovarsi ad affrontare.

L’appassimento è causato da un fungo (Phoma clematidina) che può colpire qualsiasi clematide e che essendo una tracheomicosi penetra nei vasi linfatici fino ad otturarli impedendo il passaggio della linfa e causando prima l’appassimento e poi il disseccamento dei rami colpiti.

La gestione delle piante nel tempo non è complicata, mantenete il terreno umido e fresco, nel caso sia al sole posizionate alla base qualche piccola pianta, sono perfette le stagionali, il cui apparato radicale non interferisca con quello della Clematide ma che tenga ombreggiato il terreno.

Se è in vaso e non in piena terra sarà necessario concimare una volta all’anno, preferibilmente a primavera, a partire dal secondo anno di impianto.