Mi capita spesso di leggere disperate richieste di aiuto di amanti delle piante che si ritrovano piante sofferenti o addirittura morte nonostante le innumerevoli cure e attenzioni a loro dedicate.

Ebbene quasi sempre la causa è proprio l’eccesso di cure.

Sembra impossibile per noi pensare che l’amore per le piante possa portare a questo funesto risultato, ma ciò avviene perché non si riflette sulle reazioni che le piante hanno ai cambiamenti.

Le piante sono esseri viventi che vivono ferme nello stesso luogo, non hanno possibilità di sfuggire agli eventi avversi e questo ha determinato lo sviluppo durante l’evoluzione di un lento e tenace adattamento alle condizioni ambientali del luogo in cui sono “costrette” a vivere. 

Potrebbero essere anche situazioni decisamente avverse o non perfettamente ideali alla loro crescita ma la capacità di adattamento fa sì che col tempo, ribadisco e sottolineo col tempo, possano adattarsi e sopravvivere, anzi più spesso viverci anche con successo.

Quando acquistiamo una nuova pianta da inserire nel giardino o sul terrazzo dobbiamo valutare quali sono le condizioni ideali di crescita per quella specie ma dobbiamo anche valutare in che condizioni è stata mantenuta in vivaio prima che l’acquistassimo. Se per esempio è stata mantenuta a lungo ombreggiata, prima della vendita, perché conservata in un capannone o sotto un ombreggiante, se la posizioniamo in pieno sole appena la portiamo a casa ci sarà certamente una reazione all’improvvisa esposizione soprattutto se questo avviene nella stagione più calda. Le foglie potrebbero afflosciarsi e non per una mancanza di acqua come si può essere portati a pensare, oppure scottarsi e anche questa reazione potrebbe essere mal interpretata.

La reazione tipica di chi assiste a questi fenomeni di solito consiste nel bagnare in continuazione e aggiungere concime nella speranza di vedere un miglioramento. In questo modo si aggiungono difficoltà allo stress iniziale, le radici sono sommerse dall’acqua e faticano a trovare ossigeno e le concimazioni eccessive potrebbero provocare un eccesso di salinità aumentando la reazione di stato di appassimento delle foglie. Si crea così un circolo vizioso in cui la pianta soffre ma per eccesso di cure.

L'appassimento può essere acuito dall'eccesso di cure
L’appassimento può essere acuito dall’eccesso di cure

Cosa fare quindi?

Bisogna mettersi nei panni della pianta e fare in modo che i cambiamenti avvengano uno alla volta e in modo graduale.

Se la pianta era già in precedenza nella condizione di esposizione ideale non avremo problemi a rimetterla in quella condizione ma se non fosse così allora prima di metterla nella posizione definitiva potremmo posizionarla in una esposizione intermedia per un po’ di tempo in modo che abbia la possibilità di adattarsi e man mano spostarla in posizioni sempre più soleggiate. In fondo è quello che facciamo anche noi quando, dopo un lungo inverno passato in casa, andiamo al mare a prendere il sole, ci esponiamo qualche ora alla volta nei momenti con sole meno forte e man mano aumentiamo le dosi, dobbiamo comportarci con le piante nello stesso identico modo.

Una volta sistemata nella posizione corretta va irrigata ma senza eccedere, è più facile che una pianta muoia per eccesso nelle bagnature che per siccità. Meglio bagnare in abbondanza e meno frequentemente in modo che l’acqua non resti in superficie ma scenda in profondità nella zolla piuttosto che bagnare poco e tutti i giorni bagnando solo per pochi centimetri la superficie.

Per quanto riguarda le concimazioni se si rinvasa e si usa terriccio acquistato per rinvasi, almeno per il primo anno, non c’è bisogno di concimare perché contengono già elementi nutritivi sia a pronto assorbimento che a lenta cessione, basta guardare la composizione del terriccio per verificarlo.

Se trapiantate in piena terra concimate il terreno della buca prima del trapianto e aspettate l’anno successivo per ripetere una nuova concimazione.

Questo comunque vale anche per le piante che già possedete, vederle crescere in fretta per continue e ripetute concimazioni non è un’idea vincente: l’eccesso di concimazione può portare a eccesso di salinità nel terreno e di conseguenza disidratazione delle foglie per incapacità da parte della radice ad assorbire acqua a causa dell’inversione del processo osmotico. 

La crescita veloce della parte vegetativa della pianta, inoltre, determina la formazione di tessuti teneri e fortemente acquosi che sono più facilmente soggetti ad essere attaccati da patogeni (insetti e funghi) e meno resistenti alle avversità meteoriche, possono essere allettati da forti piogge o spezzati dal vento.

Quindi che fare? Trattate le vostre piante con calma e lentezza e rispettate i loro ritmi naturali avrete da loro il meglio che vi possano dare, saranno belle sane e fioriranno abbondantemente per voi, lasciare fare alla natura è sempre l’atteggiamento vincente, ne sa più di noi! E poi avrete più tempo per rilassarvi in giardino, viva il giardinaggio pigro!