La potatura delle Clematidi non è così complicata come si crede, a patto che si sappia a che gruppo appartengono, infatti, alcune fioriscono sul ramo di un anno e altre invece sul ramo dell’anno.

Potatura d’impianto

Parliamo subito della potatura da effettuare all’impianto, in generale quando si trapianta non bisognerebbe stressare ulteriormente la pianta con l’eliminazione di una parte della chioma ma in questo caso vi è una motivazione pratica che giustifica questo tipo di intervento.

All’impianto viene consigliato di interrare il fusto in modo che restino sottoterra almeno due gemme, pratica anche questa che non andrebbe fatta, ma che nel caso delle Clematidi è utile perché le gemme sottoterra sono indotte a radicare e formare altri rami secondari che danno una pianta con vegetazione più ampia già dalla base.

La formazione di più rami che partano dal terreno è utile se la Clematis viene attaccata da una patologia che gli inglesi chiamano wilt: si tratta di un fungo che causa improvvisi appassimenti e repentina morte delle piante colpite. Avere più fusti dalla base può servire a sostituire le parti colpite, ovviamente procedendo alla disinfestazione del terreno attorno alla pianta e della vegetazione rimasta.

La formazione di più rami che partono alla base è utile anche nel caso in cui si utilizzi la Clematide per ricoprire un muro o un grigliato per avere maggiore copertura fin dal basso.

La potatura di impianto consiste nel tagliare il fusto della Clematide appena al di sopra del secondo paio di gemme ed ha ancora come scopo quello di moltiplicare il numero dei fusti sempre per avere più vegetazione in caso di attacchi di wilt o come già detto per l’interramento di più rami che coprano fin dal basso.

In teoria, a mio parere, questo intervento dovrebbe essere fatto dai vivaisti che dovrebbero vendere piante già con più rami in modo da non dover intervenire e per alcune Clematidi perdere la prima stagione di fioritura.

Vi consiglio quindi di osservare bene le piante che acquistate e preferire quelle che alla base hanno più di un fusto e sono ben ramificate. Inoltre, come spiegato più avanti con piante giovani e rami poco lignificati le probabilità di attacchi di wilt sono più probabili.

Per le Clematidi del gruppo 1 si deve intervenire subito dopo la fioritura in modo da non perderla e dare alla pianta il tempo di rifare la vegetazione che nell’anno successivo porterà le gemme a fiore, visto che fioriscono su rami di 1 anno.

Per le Clematidi del gruppo 2 se l’intervento viene fatto dopo la fioritura si ha la perdita di tutta la vegetazione prodotta, intervento che potrebbe essere troppo dannoso, quindi va fatta a fine inverno, perdendo, però, la fioritura del primo anno.

Per le Clematidi del Gruppo 3 se interveniamo a fine inverno, inizio primavera non ci sono problemi dato che fioriscono sui rami dell’anno in corso quindi sulla nuova vegetazione.

Interventi di potatura successivi

Come nel caso precedente gli interventi vanno fatti in funzione del gruppo di appartenenza, vediamo come si procede: 

Nel gruppo 1 vi sono le Clematidi che fioriscono alla fine dell’inverno/inizio primavera e che di conseguenza portano la fioritura su rami di almeno un anno, le gemme a fiore, infatti, si formano durante l’estate precedente.

Sono piante particolarmente vigorose che producono parecchia vegetazione: appartengono a questo gruppo, ad esempio, la Clematis armandii e la C. montana.

Clematis montana "rubra"
Clematis montana “rubra”

Su queste piante si interviene solo se la chioma è particolarmente invadente eliminando le parti che non desiderate o che vi danno fastidio. Evitate di tagliare i nuovi rami che sono prodotti durante l’estate perché sono quelli che portano i fiori.

Vi consiglio di evitare anche lo svecchiamento vista l’impossibilità di procedere senza danneggiare la vegetazione che deve fiorire, sono piante esuberanti con rami che si intrecciano in grovigli impossibili da liberare.

Al gruppo 2 appartengono le Clematidi che fioriscono a tarda primavera/inizio estate sul ramo di un anno e a fine estate/inizio autunno sugli apici dei rami dell’anno, con fiori di grosse dimensioni o doppi; hanno uno sviluppo più modesto e sono meno vigorose di quelle del primo gruppo e tra queste possiamo citare alcuni ibridi famosi come la C. ‘Nelly Moser’ o la C. ‘Jackmanii’ o le specie C. tangutica e C. texsensis

Per le Clematidi di questo gruppo la potatura non è necessaria nel caso in cui sia fatta arrampicare all’interno della vegetazione di altri arbusti come ad esempio associate alle rose paesaggistiche o ad altri rampicanti, come spesso usano gli inglesi, oppure per ricoprire una pergola o la sommità di un muro. 

rosa e clematis
Rosa canina e Clematis

La mancanza di interventi di potatura, che potrebbero essere anche impossibili da effettuare data la difficoltà a districare rami aggrovigliati, sposta la vegetazione e quindi la fioritura sulla parte alta della pianta situazione ideale dato che dovranno spuntare all’esterno attraverso la vegetazione del cespuglio che le ospita o ricoprire la sommità di un muro. In questi casi può essere sufficiente spuntare i rami dopo la fioritura.

Se, invece, utilizzate la Clematide per ricoprire un muro, un grigliato o una colonna, servirà una pianta che non presenti la parte bassa spoglia ma abbia vegetazione e fiori fin dalla base quindi è opportuno intervenire con lo svecchiamento, accorciando cioè i rami più vecchi e lasciandone circa 30-40cm alla base, si può intervenire su uno o più rami a seconda dell’età o dello sviluppo della pianta. Questo intervento può essere fatto a gennaio/febbraio ma si perderà una parte della fioritura della primavera che avviene sui rami dell’anno precedente, oppure tra maggio e giugno, terminata la prima fioritura per evitare di ridurre la quantità di fiori. I nuovi getti che si formeranno potranno essere indirizzati a crescere più uniformemente e a coprire tutta la superficie che è stata loro dedicata.

Le Clematidi del gruppo 3 fioriscono in estate e in autunno sulla nuova vegetazione, se non si interviene con la potatura anche in questo caso avremo la formazione della nuova vegetazione e la fioritura nella parte alta della pianta dato che i nuovi rami partiranno dal punto in cui erano fiorite nella stagione precedente diventando rapidamente spoglie alla base. 

Come nel caso precedente se le avete utilizzate per farle crescere in mezzo ad altri arbusti o per coprire la sommità di un muro non è necessario potarle, tutt’al più potrete cimare i rami a fine inverno.

Se invece volete mantenerle coperte di vegetazione e fiori fin dal basso potrete procedere tagliando a fine inverno tutti rami appena sopra la prima coppia di gemme robuste. Questo taglio così drastico porterà la formazione di nuova vegetazione che fiorirà nella successiva stagione.

A mio parere questo ultimo intervento, consigliato dai più, non è corretto per due motivi non trascurabili. 

Come già evidenziato nella parte dedicata alla potatura in generale, il taglio della vegetazione non migliora affatto la salute delle piante e non solo perché sottraiamo una parte della superficie fogliare ma anche perché il legno (rami) che eliminiamo è un importante sito di stoccaggio delle riserve metaboliche che quindi vengono perse. 

Se con l’intervento eliminiamo completamente la vegetazione ogni anno costringiamo la pianta a sprecare energie e quindi a utilizzare le sue riserve energetiche per rifare ciò che già aveva, una pessima idea quindi! 

Le ferite provocate dai tagli, inoltre, sono porte aperte attraverso le quali possono penetrare nella pianta patogeni e per le Clematidi questo è un serio pericolo. Vengono infatti colpite spesso da un fungo Ascochyta clematidina (o Phoma clematidina) che provoca il cosiddetto wilt. 

Consiglio quindi anche in questo caso un leggero svecchiamento che si limiti ad asportare solo uno o due rami tra i più vecchi e solo se necessario.

Anche se ci possono essere dei motivi di natura estetica per procedere alla potatura delle Clematidi vi consiglio di non eccedere mai perché il fungo che provoca il wilt, di cui abbiamo già parlato, si trova normalmente nei terreni e penetra attraverso lesioni dei fusti, e quindi anche dai tagli delle potature, ed è stato notato che colpisce in particolar modo le parti giovani diventando via via meno critico man mano che il ramo lignifica. Appare quindi evidente che meno si tagliano e più si lasciano invecchiare i rami, meno probabilità hanno di essere attaccata dal wilt.

Esistono anche Clematidi erbacee e la loro potatura è diversa a seconda della specie a cui appartengono.

Nelle C. integrifolia la vegetazione aerea muore durante l’inverno ma è opportuno lasciarla fino alla fine della stagione fredda, perché protegge le gemme svernanti che si trovano appena sopra il livello del terreno, quindi sarà sufficiente asportare la parte seccata alla fine dell’inverno per permettere ai nuovi germogli di crescere.

Le Clematis recta e le C. Heracleifolia non muoiono completamente, possiamo intervenire eliminando la vegetazione secca e morta ed eventualmente provvedere ad abbassare i rami rimasti lasciando 15-20 cm e tagliando appena sopra ad una coppia di gemme. Fioriscono sul ramo dell’anno pertanto la potatura non pregiudica la fioritura ma bisogna intervenire a fine inverno- inizio primavera. Ma anche in questo caso la potatura non è assolutamente obbligatoria e possiamo limitarci alla fase di pulizia.

clematis recta
Clematis recta