Non si può fare di tutta l’erba un fascio, spesso si parla di Ortoterapia in ambiti in cui questo termine è utilizzato in modo non appropriato o addirittura scorretto.

Chiariamo, quindi, le differenze tra Ortoterapia, Orticoltura e Healing garden. Tutte e tre hanno in comune l’utilizzo della natura, piante, terra ecc. ma con modalità e finalità nettamente differenti; vediamo quali sono le differenze e le peculiarità che le caratterizzano.

Se andiamo a leggere sul dizionario Treccani la definizione di ‘’Orticoltura’’ troviamo: ‘’ Coltivazione degli ortaggi, con riguardo sia alle operazioni pratiche, sia ai metodi e alle norme da seguire per le semine, i trapianti, la rotazione, ecc., sia alle cure e ai rimedî contro i varî danni che possono arrecare alle piante le malattie e gli insetti’’.

Si tratta quindi di una attività pratica volta alla coltivazione degli ortaggi, ha le sue regole e come scopo finale ha la raccolta di un prodotto specifico, i pomodori, le zucchine o l’insalata.

La pura coltivazione di ortaggi, lo svolgimento di attività di manutenzione di un giardino, cioè la fruizione passiva che si ha immergendosi nello spazio “Natura”, fornisce un beneficio generico di rilassamento sicuramente positivo per l’utente, ma perché il contatto con un ambiente ricco di natura possa diventare terapeutico è necessario che l’utilizzo dello spazio-natura non sia passivo.

Attività di ortoterapia
Attività di ortoterapia

Far coltivare ortaggi diventa Ortoterapia solo se l’orticoltura è attiva, cioè diventa un mezzo attraverso il quale si raggiungono obiettivi clinici specifici. E’ indispensabile che vi sia un coinvolgimento dell’individuo in attività, anche le più diverse, che lo rendano partecipe di un processo attivo.

Ecco la definizione di Ortoterapia (Horticultural Therapy) secondo l’AHTA: “l’Ortoterapia è l’impegno di un client in attività orticole facilitate da un terapeuta esperto per raggiungere obbiettivi terapeutici specifici e documentati”, è quindi necessario un impegno in attività, una partecipazione attiva; Davis (1994) affermava: Horticultural Therapy is “the process through which plants, gardening activities, and the innate closeness we all feel toward nature are used as vehicles in professionally conducted programs of therapy and rehabilitation.”

L’ortoterapia è, quindi, il coinvolgimento di un paziente in attività orticolturali agevolato da un terapista formato che ha lo scopo di raggiungere obiettivi clinici, specifici per ogni partecipante all’attività, documentati attraverso la redazione di schede operative (come ad esempio il ‘’PRO.VA’’, progettare e Valutare in Ortoterapia: schede operative; a cura di Ass.I.Ort., Associazione Italiana di Ortoterapia).

Un’ attività di Ortoterapia consente di stabilire un’alleanza terapeutica tra la natura e il soggetto che fa attività ma è necessario che tra natura e ‘’soggetto’’ si pongano alcuni mediatori, lo psicologo, l’agronomo e un terapista con specializzazione in Ortoterapia.

La metodologia di un progetto di ortoterapia prevede, pertanto, una programmazione terapeutico-ri/abilitativa, di competenza dello psichiatra e/o dello psicologo, mentre la progettazione degli spazi, in cui effettuare l’attività, e la programmazione delle attività agronomiche, in funzione degli obiettivi ri/abilitativi sono di pertinenza dell’agronomo, e, infine, la gestione delle attività deve essere di competenza di uno specifico operatore.

Benché si continui a parlare di Ortoterapia, è opportuno chiarire come le attività non debbano essere esclusivamente programmate e utilizzate per la gestione di un orto. Questa confusione dei termini deriva da una traduzione troppo letterale del termine “Horticultural Therapy” in “terapia Orticolturale”; in realtà, qualsiasi attività abbia come oggetto il sistema terra-pianta può essere il setting per una terapia orticolturale. E’ chiaro quindi come si possa programmare una attività di ortoterapia in un orto come in un giardino, in una serra o semplicemente in un vaso.

Attività di ortoterapia
Attività di ortoterapia

Gli healing garden, invece, sono spazi in cui la natura diventa un valido supporto per migliorare in generale il ‘’benessere’’ di chi li frequenta, la fruizione è passiva, l’immersione nello spazio “Natura” fornisce un beneficio generico di rilassamento ma, in questi termini, non possono essere considerati interventi ortoterapici.

Sono sostanzialmente giardini destinati ai pazienti e agli ospiti degli ospedali o di Residenze Sanitarie Assistite, ad esempio. Sono spazi in cui tutti gli utenti, compreso il personale sanitario, possono trovare benefici ed effetti positivi come ad esempio la riduzione dello stress, in questo caso l’”healing” può essere considerato un processo che promuove solo il benessere generale (Cooper M e Barnes M. 1999).

Laura Cinzia Bassi – Socia fondatrice di ASS.I.Ort Associazione Italiana di Ortoterapia.

Tutte le foto sono a cura di ASS.I.Ort Associazione Italiana di Ortoterapia.