Con il metodo di coltivazione in idrocoltura si coltiva senza la terra. Le piante infatti non hanno bisogno della terra in sé, ma di quello che la terra contiene e delle funzioni che essa svolge per loro. Quindi è sufficiente sostituire il substrato (la terra) con altro materiale (ad esempio, l’argilla espansa) che garantisca alla pianta di avere tutto ciò che la terra contiene, e le sue funzioni. 

La coltivazione delle piante in idrocoltura semplifica di molto la loro gestione ed è consigliabile, in particolare, a chi ha problemi a capire come e quanto bagnarle; è una tecnica di coltivazione particolarmente adatta alle piante da interno.

Tradescantia zebrina in idrocoltura
Tradescantia zebrina in idrocoltura

Questo sistema funziona perfettamente, a volte meglio della coltivazione in piena terra, poiché l’argilla espansa, che nel tempo si è rivelato uno dei migliori materiali per l’idrocoltura, sostituisce la terra mantenendone le funzioni, soddisfa tutte le condizioni necessarie e ideali per un buon sviluppo dell’apparato radicale e quindi della pianta intera. Nell’idrocoltura, inoltre, tutto è più facile perché le sostanze nutritive sono perfettamente bilanciate perché fornite con apposito concime e con frequenze stabilite e sono sempre disponibili nella formulazione direttamente assimilabile sul fondo del vaso. 

Un altro vantaggio di cui abbiamo già accennato all’inizio consiste nel non dover pensare quanta acqua ha bisogno la pianta e quanto frequentemente va bagnata, la riserva di acqua sul fondo del vaso è sempre disponibile e la pianta la utilizza secondo i propri bisogni che possono anche variare notevolmente nei diversi periodi dell’anno.  

Vediamo quali sono le funzioni del terreno: 

  • il terreno ha la funzione di sostenere la parte fuori terra, fusto foglie ecc…, l‘apparato radicale si sviluppa nel terreno e svolge, oltre ad altre fondamentali funzioni, anche il ruolo di ancoraggio in modo che le piante non possano essere trascinate via da qualsiasi evento funesto. 
  • E’ necessario che nel terreno ove si sviluppa l’apparato radicale circoli aria poiché la radice necessita della presenza di ossigeno necessario per il processo della respirazione (demolizione dello zucchero con produzione di energia, il processo inverso della fotosintesi).
  • nel terreno circolano acqua e sali minerali che la radice assorbe e trasferisce alle altre parti della pianta.

Le funzioni che normalmente vengono svolte dalla terra sono presenti anche quando si usa l’argilla, o un altro materiale inerte. Nella coltivazione in idrocoltura, infatti, le palline di argilla avvolgono l’apparato radicale, sostenendolo, così come avviene con la terra, tra le palline circola liberamente molta aria e quindi ossigeno, sul fondo del vaso si trova la riserva d’acqua in parte assorbita anche dall’argilla stessa e trasmessa agli strati superiori per capillarità e nell’acqua viene messo il concime che viene assorbito dalle radici insieme all’acqua. 

L'apparato radicale di questa Monstera adansonii si è sviluppato bene in argilla espansa
L’apparato radicale di questa Monstera adansonii si è sviluppato bene in argilla espansa

Tutto funziona alla perfezione quindi! 

L’argilla espansa, inoltre è un materiale inerte, che non si degrada se non molto lentamente, non si compatta nel tempo così come fa il terriccio da vaso quando lo si bagna dall’alto, non rilascia sostanze che possano creare problemi alle piante, è un materiale poco costoso e facile da reperire.

Le piante allevate in questo modo trovano sul fondo del vaso e negli strati superiori di argilla la quantità di acqua necessaria e quindi non dobbiamo più pensare quanto e quando bagnare le piante. Basterà controllare che l’acqua nel vaso sia sempre al giusto livello, ed provvedere periodicamente a “sciacquare l’argilla facendo scorrere abbondante acqua corrente o distillata per rimuovere l’eccesso di sali. Non avremo più problemi perché bagnamo troppo o troppo poco. Le piante si autogestiscono l’acqua e la assorbono quando ne hanno bisogno e nella quantità necessaria.

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