In una corretta gestione di uno spazio dedicato alle piante, che sia giardino o terrazzo, la giusta sequenza delle azioni prevede in primis la redazione di un progetto, quindi l’acquisto dei materiali e per ultimo la realizzazione del progetto con il trapianto delle piante. E fin qui tutto bene ma la domanda che ci si dovrebbe fare è: “qual è la stagione migliore per realizzare un giardino o un terrazzo? Meglio la primavera o l’autunno?”

Ebbene la risposta è senza dubbio l’autunno, vediamo perché.

Sia che si tratti di un trapianto in un contenitore come avviene nei terrazzi o in piena terra, come avviene nei giardini, la stagione ideale per questa operazione è l’autunno perché le temperature vanno diminuendo e le piante non rischiano di morire per siccità, la perdita di acqua attraverso il fogliame è molto più ridotta rispetto a quello che avviene in estate e durante la notte l’umidità dell’aria condensa fornendola alle piante, abbiamo quindi molte più probabilità di successo.

Il momento migliore in cui eseguire un trapianto è l'autunno
Il momento migliore in cui eseguire un trapianto è l’autunno

Le irrigazioni di soccorso in questa stagione sono decisamente molto meno frequenti, sarà necessario bagnare sicuramente al momento del trapianto ma, a meno che la stagione sia anomala e particolarmente asciutta e calda, potrebbe essere inutile bagnare nel proseguo della stagione dato che normalmente nell’autunno piove a sufficienza. 

Dovremo fare attenzione però al periodo invernale che a volte si presenta freddo ma siccitoso. Le piante vanno in riposo in inverno ma continuano, anche se a ritmo ridotto, a svolgere le attività fisiologiche e funzionali consumando quindi acqua anche se in quantità ridotte; ecco perché vanno bagnate se per lunghi periodi in inverno non piove o se, come avviene a volte nei terrazzi coperti, non arriva la pioggia. 

Se non piove per qualche settimana, quindi, sarà opportuno bagnare, con piccole quantità di acqua che mantengano umida la zolla della pianta e distribuite nelle ore più calde della giornata se vivete in una zona clima freddo.

Se la pianta è stata acquistata in contenitore è importante bagnare la zolla per mantenerla umida oltre al terreno attorno perché le radici si trovano ancora all’interno di una zolla il cui terriccio è prevalentemente costituito da materiale torboso e organico che trattiene umidità ma si asciuga in fretta e una volta asciutto si imbibisce con molta lentezza.

Oltre a un minor rischio di far seccare la pianta appena trapiantata avendo una minore necessità di irrigare ci sarà un enorme risparmio di acqua.

Anche per le piante in contenitore la stagione migliore resta l'autunno.
Anche per le piante in contenitore la stagione migliore resta l’autunno.

Nel periodo invernale, inoltre, le piante sono a riposo ma come già accennato mantengono una continua, anche se ridotta, attività fisiologica che permette loro di cominciare a far sviluppare nuove radichette che iniziano ad esplorare il terreno attorno alla zolla, a primavera alla ripresa vegetativa il nuovo apparato radicale partirà più velocemente e con maggiore energia; questo è un valido motivo per piantare le piante in autunno, si guadagna tempo!

Nei giardini vi è un altro importante vantaggio per realizzarli in autunno: la semina del prato.

Ci sono vantaggi anche per la semina autunnale del prato.
Ci sono vantaggi anche per la semina autunnale del prato.

Ancor più che per le piante la realizzazione autunnale dei prati ci fornisce numerosi benefici:

anche in questo caso avremo un notevole risparmio idrico per la minore necessità di irrigare per mantenere umido il terreno durante la germinazione e successivamente durante il periodo, pur breve, di accrescimento. Ma un altro notevole vantaggio consiste nel ridotto o quasi nullo calpestio a cui sarà sottoposto il prato nella stagione invernale, sarà più facile evitare di calpestarlo in una stagione che non invoglia ad uscire in giardino. Ovviamente il prato non va calpestato nella fase di germinazione per almeno una ventina di giorni ma forse non è noto a tutti che sarebbe opportuno evitare di calpestarlo anche successivamente, cioè fino a quando il terreno non si è consolidato per evitare il costipamento e la formazione di avvallamenti lasciati dalle impronte delle scarpe.

Nella realizzazione dei prati primaverili avviene esattamente il contrario, sarà più difficile e oneroso mantenere umido il terreno a causa della maggiore insolazione diurna e all’aumento inevitabile delle temperature e il calpestio sarà più difficile da evitare grazie alla inevitabile voglia di uscire e godersi le prime giornate di sole.

Quindi al lavoro! Non perdete questa occasione!