Utilizzare il taglio di ritorno è il metodo migliore per potare le piante. Viene usato per accorciare i rami o per sostituirli con un ramo più giovane che sta più in basso. Si usa quindi, per esempio, quando dobbiamo ricomporre la chioma disordinata di piante che producono rami in modo scomposto.

Viene effettuato asportando un ramo, al di sopra dell’inserzione con un altro ramo laterale, più in basso, che si sviluppa nella direzione desiderata. Il ramo che si lascia, quello su cui si ritorna, deve avere un diametro in proporzione con il diametro del ramo che si è tagliato.(foto)

Usare il taglio di ritorno ha molti vantaggi: per prima cosa rende il taglio meno visibile e quindi l’armonia e l’estetica della pianta se ne avvantaggia, (e non è poco!) e poi la linfa che andava a nutrire il ramo asportato viene dirottata sul ramo ‘’di ritorno’’ e non va a nutrire le gemme latenti che produrrebbero tanti e inestetici ‘’scopazzi’’ che dovrebbero, in seguito, essere selezionati e in parte eliminati.

E’ un tipo di taglio che può essere usato sempre, anche per il diradamento dei rami in arbusti con rami affastellati soprattutto all’interno della pianta, per aumentare la circolazione dell’aria e la luminosità o per ‘’svecchiare’’ cioè per eliminare rami che hanno fiorito, o vegetato, per molti anni e che stanno diventando troppo grossi in diametro. E’ sempre meglio fare uno svecchiamento in più piuttosto che togliere un ramo, che è rimasto troppo a lungo, e che quindi ha raggiunto un diametro considerevole. Più sono grossi i tagli, infatti, e più tempo la pianta ci mette a rimarginarli. I tagli sono ferite attraverso le quali possono entrare spore di funghi che nel tempo, anche dopo molti anni, potrebbero provocare il degrado del legno e morte del ramo e alla lunga dell’intera pianta.