Le rose non sono tutte uguali: le specie, Rosa canina, Rosa rugosa, Rosa banksiae e molte altre, sono piante molto resistenti alle patologie, al punto che più spesso sono proprio indenni.
E allora perché parliamo di malattie delle Rose? E’ presto detto, l’ibridazione spinta e dilagante che le ha viste protagoniste di incroci forsennati, alla ricerca compulsiva della Rosa più profumata, del colore che non c’è, del fiore più grosso e via discorrendo, ha fatto si che la resistenza alle malattie, legata al DNA e quindi genetica, si perdesse a favore della predilezione per geni a cui sono legati altre caratteristiche, come il colore, la rifiorenza ed altro.
Quindi le rose moderne che derivano da così tanti incroci e così lontani nel tempo sono spesso attaccate da molte patologie causate da funghi (crittogame) batteri, insetti e acari. Prima di pensare a quale trattamento fare è bene riconoscere e quindi sapere chi è la causa della patologia perché per ogni categoria esiste un prodotto specifico da utilizzare. Per i funghi si usano prodotti anticrittogamici, per gli insetti gli insetticidi, per gli acari gli acaricidi e per i batteri non si piò far nulla perché non sono stati ancora inventati degli antibiotici per le piante!
Le Patologie Crittogame
Oidio o Mal bianco
A primavera con l’innalzarsi delle temperature (T° minima 20-22°C, T° massima 30-32°C) e con umidità relativa dell’aria mediamente elevata, cominciano a comparire macchie bianche con aspetto farinoso sulle foglie e su organi con tessuti appena formati. Si tratta di funghi (crittogame) che attaccano organi vegetativi in crescita, di consistenza erbacea e con tessuti teneri; è comunemente chiamato “Mal bianco” a causa del suo aspetto o Oidio. E’ una patologia causata da funghi Ascomycota della famiglia delle Erysiphaceae in passato identificata con il genere di funghi Oidium e quello che vediamo sulle foglie è il suo micelio.
Nella maggior parte dei casi gli attacchi si limitano a ridurre la capacità fotosintetica delle foglie o a rovinare l’apertura dei fiori (antesi) e a compromettere l’estetica della pianta. Quando le condizioni climatiche si modificano, generalmente verso giugno con l’aumento delle temperature e la diminuzione dell’umidità relativa dell’aria, l’Oidio scompare da solo.
Ticchiolatura
Compare subito dopo la scomparsa dell’Oidio, ha bisogno per svilupparsi temperature un po’ più elevate (da 22 a 26°C) si presenta sulle foglie con macchie rotonde, nere, ma dal contorno frastagliato a raggera, dettaglio che la distingue dalla Peronospora che causa macchie nere ma dal contorno regolare. Le bagnature prolungate delle foglie favoriscono lo sviluppo di questo patogeno.
I sintomi compaiono a partire da metà aprile fino a settembre-ottobre e le macchie brune dapprima piccole o piccolissime, aumentano di dimensione fino a unirsi tra loro. Successivamente le foglie ingialliscono e cadono e nei casi più gravi a volte le piante possono presentarsi completamente defogliate.
Ruggine
Il fungo (Phragmidium macronatu o Phragmidium subcorticium) compare normalmente a giugno, subito dopo la comparsa della Ticchiolatura, necessita di una T° minima intorno ai 22°C e si sviluppa preferibilmente con clima piovoso, umido o con rugiade intense e prolungate.
I sintomi sono facili da riconoscere, sulla pagina superiore della foglia compaiono piccole macchie gialle alle quali, sulla pagina inferiore, corrispondono masse polverose di colore arancio.
Una rosa inattaccabile dalla ruggine è la Frau Dagmar Hartopp, varietà di Rosa Rugosa con fiori e frutti molto ornamentali.
Peronospora
Gli attacchi di Peronospora sulle Rose (Peronospora sparsa) sono meno frequenti delle altre patologie da crittogama. Quando è presente si evidenziano sulle foglie macchie brune che diventano rapidamente nere e confluiscono formando ampie zone necrotiche che portano all’ingiallimento della foglia e alla successiva caduta. Si distingue dalla Ticchiolatura per la forma delle macchie che hanno forma irregolare e non precisamente tonda ma con margine regolare e non frastagliato.
Può attaccare anche i rami dove provoca spaccature longitudinali anche ampie (fino a 20-30cm) che possono diventare cancri. Normalmente si sviluppa con umidità relativa dell’aria molto elevata (85%) e temperature anche basse (18°C).
Una curiosità: nelle Rose gli attacchi di peronospora compaiono qualche tempo prima rispetto alla Vite. I viticoltori sfruttano questa tempestività delle Rose, piantandole alla testata delle vigne per sapere con anticipo quando compare la malattia e quindi fare trattamenti mirati sulle Viti.
Cancro Rameale
Il Cancro rameale della Rosa (Leptosphaeria Coniothyrium) compare con necrosi e annerimenti che possono portare al disseccamento completo dei rami. Le macchie necrotiche possono essere anche rossastre o violacee.
Colpisce in particolare le piante vecchie che lentamente possono arrivare alla morte. In questo caso è fondamentale la disinfezione di tutti gli attrezzi per il taglio, forbici e seghetti, che possono diventare i vettori del patogeno da una pianta all’altra, con una soluzione di sali quaternari di ammonio o candeggina.
Fumaggine
Si tratta di un fungo saprofita che annerisce le foglie in maniera puntiforme e che attacca le piante in presenza della melata di cui si nutre. E’ quindi una conseguenza di attacchi di Afidi o Cocciniglie che succhiano la linfa delle piante e, come sostanza di scarto, producono la melata, una secrezione zuccherina che si deposita sulle pagine fogliari sottostanti. La lotta a questa crittogama si fa eliminando gli insetti che producono la melata e lavando poi le foglie con acqua e sapone di marsiglia. I danni che arreca alle foglie sono di tipo indiretto, in quanto coprendo la superficie fogliare e quindi togliendole la luce, limita o addirittura, nei casi più gravi, impedisce alla foglia di fare fotosintesi.

In conclusione come avete potuto notare, le malattie da fungo nelle Rose sono tante e spesso si manifestano con umidità relativa dell’aria elevata; una strategia utile a limitare gli attacchi da parte delle crittogame è piantare le Rose al sole e tenere le piante con la vegetazione non troppo affastellata diradando con potature appropriate i rami all’interno della pianta in modo da far circolare l’aria e far penetrare il sole. Raccogliete, inoltre le foglie secche malate che cadono e non compostatele ma bruciatele.
Altra soluzione: scegliere cultivar resistenti.





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