Piante velenose intorno a noi

Perché le piante sono velenose? Questo è il primo pensiero che mi è sorto spontaneo nel momento in cui ho cominciato a occuparmi di questa categoria di piante. La risposta è semplice e anche abbastanza intuitiva: la presenza di tossine all’interno dei tessuti impedisce ai predatori di cibarsene o ai parassiti di attaccarle. Le piante non possono ‘’scappare’’ e quindi hanno messo in atto altre strategie altrettanto efficaci: alcune si sono dotate di spine e aculei, altre emanano cattivi odori o sono urticanti e molte producono una svariata serie di composti chimici tossici che, nella maggior parte dei casi, servono a tener lontani insetti e parassiti ma che a volte hanno il compito di difenderle da erbivori tra cui anche quelli umani.  

Molti sanno che parecchie piante utilizzate come ornamentali nei giardini sono velenose e se ingerite possono recare danni all’organismo, provocare sintomi fastidiosi e, a volte, essere anche letali.

Le più comuni e conosciute un po’ da tutti sono l’Oleandro (Nerium oleander), il Tasso (taxus baccata), il Ricino (Ricinus communis) la Digitale (Digitalis grandiflora) e molte altre.

Parliamo oggi, invece, delle meno conosciute, quelle che siamo abituati a vedere un po’ ovunque e che a volte troviamo nei giardini o spontanee intorno a noi.

Anemone nemorosa (Sin. Anemoides nemorosa): è un’erbacea perenne, rizomatosa, spontanea nei boschi, una delle prime a fiorire sotto le chiome delle piante caducifoglia a fine inverno. Forma magnifici tappeti di fiorellini bianchi e può indurre a raccoglierla per portare in casa un po’ di primavera. Fate attenzione perché il lattice che fuoriesce dai gambi spezzati irrita fortemente la pelle poiché contiene un alcaliode velenoso: la protoanemonina.

anemone nemorosa
Anemone nemorosa

Ciclamino (Cyclamen europaeum): splendida fioritura primaverile che troviamo spontaneo nei boschi ma che utilizziamo per decorare giardini, terrazzi e balconi. Il tubero di questa pianta è velenoso perché contiene una saponina chiamata ciclamina.

Mughetto (Convallaria majalis): ricordo di giardini del passato, quello di mia nonna era pieno, ora meno utilizzata è una tappezzante rizomatosa con una fioritura bianca a maggio, da cui deriva il nome della specie, che ci regala  piccolissimi fiorellini a campanella profumatissimi. Tutta la pianta è tossica ma in particolar modo lo sono i fiori e le bacche rosse e globose che maturano nell’autunno. Contiene glicosidi che possono portare rapidamente alla morte.

convallaria majalis
Convallaria majalis

Elleboro (Helleborus niger): fioritura invernale, chiamato anche Rosa di Natale perché all’inizio dell’inverno ci regala grandi fiori bianchi simili a quelli delle Rose canine (vedi foto in alto). Contiene numerose sostanze alcaloidi tossiche che, se ingerite in una certa quantità, possono provocare arresto cardiaco anche in pochi minuti.

Agrifoglio (Ilex aquifolium): questo arbusto sempreverde si difende dai predatori con le spine delle sue foglie coriacee ma anche per il contenuto di saponine tossiche che irritano lo stomaco e l’intestino, e altri componenti dannosi per il sistema nervoso e per il cuore. Sono tossiche anche le bacche, fortunatamente presenti solo sulle piante femminili dato che è dioico, che, se ingerite in quantità, (ne bastano una ventina) possono uccidere una persona adulta.

Ilex aquifolium
Ilex aquifolium

Belle ma pericolose, non facciamoci spaventare, però, basta fare attenzione e guardarle ma non mangiarle!