Avvenuto il processo della produzione del seme, ogni specie mette in atto una diversa strategia per fare in modo che il seme cada a terra il più lontano possibile dalla pianta madre. Questo serve a garantire maggiori probabilità alla nuova giovane piantina di svilupparsi senza che la “pianta madre” ne ostacoli lo sviluppo entrando in competizione per la luce e  le risorse nutritive del terreno.

Alcune piante avvolgono il seme con tessuti dolci o nutrienti che attirano uccelli e animali che se ne nutrono o di aculei che si attaccano al pelo contribuendo così a disperdere i semi, altre li dotano di ali in modo che il vento li trasporti lontano.

Alcuni semi sono dotati di ali per farsi trasportare dal vento.
Alcuni semi sono dotati di ali per farsi trasportare dal vento

I semi germinano in condizioni di acqua, ossigeno, temperatura e luce favorevoli ma a volte capita che anche con le migliori condizioni ambientali il seme non germini, questo fenomeno è dovuto alla dormienza.

La dormienza dei semi è una strategia messa in atto da molte piante per impedire che il seme germini immediatamente dopo la caduta sul terreno pur in presenza di condizioni ambientali favorevoli; è un mezzo efficace per fare in modo che il seme germini in situazioni che non siano solo momentaneamente favorevoli ma che garantiscano il loro perdurare in modo che la giovane pianta possa svilupparsi con successo; l’obbiettivo, infatti, non è solo la germinazione ma l’affermazione del nuovo individuo nell’ambiente.

La necessità di vernalizzazione (esposizione a temperature abbastanza basse, tra 5 ° e massimo 10°C) è molto comune nelle piante che maturano i semi in estate come ad esempio i cereali.  La vernalizzazione impedisce la germinazione dei semi caduti nel terreno in un periodo in cui le giovani piante sarebbero annientate dal caldo e dalla siccità dell’estate in arrivo. In autunno, con la riduzione delle temperature e l’inizio di periodi piovosi, invece, i semi, esposti all’abbassamento delle temperature, potranno germinare e le giovani piante svilupparsi senza problemi nella primavera successiva.

Un altro impedimento comune è la presenza di un tessuto esterno molto rigido e resistente che impedisce all’acqua e all’ossigeno di entrare nel seme; come ad esempio il guscio delle noci, o la presenza di un embrione incompleto o dormiente.

Il guscio esterno delle noci può costituire un impedimento nella germinazione
Il guscio esterno delle noci può costituire un impedimento nella germinazione

Molte sono le specie che hanno il tegumento esterno del seme impermeabile (Trifoglio, Acacia, Celtis) che necessita di tempo per aumentarne la permeabilità, favorita in natura dall’attacco di microrganismi che si trovano nel terreno.

In alcune specie, come la Rosa, il tegumento esterno è estremamente rigido e impedisce la fuoriuscita dell’embrione quindi i semi restano dormienti fino a quando il tegumento diventa perfettamente secco che, in questa condizione, una volta messo in presenza di acqua non resisterà più alla pressione dell’embrione. In questi casi è bene far seccare i semi perfettamente altrimenti in presenza di umidità costante la dormienza potrebbe persistere anche per anni. 

In alcune specie (Ginkgo e molte Orchidee) i semi si staccano dalla pianta madre quando ancora l’embrione non è maturo, quindi è evidente che la germinazione avverrà solo quando sarà completa la maturazione. 

Tutte queste strategie, in poche parole, consentono ai semi di superare le stagioni sfavorevoli allo sviluppo della nuova piantina garantendo che la germinazione avvenga nella stagione migliore perché la giovane pianta possa crescere con successo.

Pertanto, per ottenere la germinazione di semi dormienti, è indispensabile rimuovere i processi inibitori. Per quelli che necessitano di vernalizzazione basterà esporli a basse temperature, per altri farli seccare accuratamente o liberarli da tegumenti particolarmente resistenti come ad esempio il guscio delle noci. 

Una volta eliminati gli impedimenti basterà fornire le condizioni ambientali adatte alla germinazione: acqua, luce, temperature e ossigeno.