Quando il seme non è più nella condizione di dormienza che ne impedisce la germinazione anche in condizioni ambientali favorevoli, è pronto per germinare e dare origine ad una nuova pianta.

Ogni seme è una pianta allo stadio embrionale ed è rifornito di sostanze di riserva, proteine, lipidi (grassi) e carboidrati in percentuali diverse per ogni specie. Queste sostanze sono accumulate nei cotiledoni, alcuni ne hanno uno e altri due, le Gimnosperme molti, e serviranno per sviluppare un apparato radicale e il germoglio. 

Perché avvenga la germinazione in modo corretto sono necessarie le seguenti condizioni:

1) l’embrione deve essere vitale 

2) non ci devono essere barriere fisiologiche, fisiche o chimiche (eliminazione della dormienza)

3) condizioni ambientali favorevoli

Le condizioni ambientali favorevoli

•Presenza di Acqua: fondamentale perché abbia inizio la germinazione dato che il seme per prima cosa deve idratarsi.

•Presenza di ossigeno: il metabolismo inizialmente avviene in condizioni di mancanza di ossigeno ma una volta aperto il tegumento il proseguo dell’attività metabolica necessita di grandi quantità di ossigeno.                             

• Temperatura: i semi non germinano al disotto di una certa temperatura che è specifica per ogni specie: l’intervallo termico specifico ottimale è di 5-10-20°C per specie di climi temperati, 20-40 °C per specie di origine subtropicale e tropicale.

Quando comincia il processo di germinazione il seme è nello stato quiescente, si presenta fortemente disidratato (il contenuto in acqua può essere compreso tra il 5% e 10% mentre in una pianta in piena attività il contenuto di acqua oscilla tra 80 e 95%) e le attività metaboliche sono sospese o estremamente lente. 

Questa condizione di estrema disidratazione fa sì che in presenza di acqua sia in grado di assorbirne per imbibizione notevoli quantità. In questa fase non può assorbire acqua per osmosi né per assorbimento attivo ma man mano che si idrata, l’assorbimento comincia ad avvenire per via osmotica.

Con l’idratazione si avviano i processi di demolizione (idrolisi) delle sostanze di riserva attraverso l’attivazione di enzimi presenti nel seme.

Avendo a disposizione il prodotto dell’idrolisi delle sostanze di riserva (zuccheri, amminoacidi, potassio, calcio ecc.) l’embrione inizia a crescere e dopo alcuni giorni la prima a fuoriuscire dal tegumento è la radichetta che si sviluppa nel terreno approfondendosi sempre più e diventando la radice principale della futura pianta.

Solo in un secondo momento si sviluppa la “plumula”, cioè il germoglio della nuova piantina che a sua volta comincia a crescere formando foglie e gemme.

La radichetta è la prima a svilupparsi, solo successivamente si sviluppa la plumula
La radichetta è la prima a svilupparsi, solo successivamente si sviluppa la plumula

Nelle Liliopsida (ex Monocotiledoni) il cotiledone, ne hanno uno solo, rimane nel terreno mentre nelle Magnoliopsida (ex Dicotiledoni) i due cotiledoni che costituiscono il seme fuoriescono dal terreno diventando verdi; sono i primi che fanno fotosintesi e forniscono alla giovane pianta l’energia necessaria per proseguire nella crescita. Una volta terminato il loro compito si seccano e cadono. 

Il tempo impiegato dai semi a germinare viene chiamato: tempo di germinazione mentre la quantità di semi che riescono a germinare viene definita: capacità germinativa

Concludendo, quindi, per ottenere una buona germinazione dei semi è indispensabile un terreno soffice, ricco di ossigeno, costantemente umido e con temperature idonee al seme che deve germinare.

Buona semina!