La potatura degli arbusti è giustificata solo dalla necessità di centrare un obbiettivo e raggiungere i risultati prefissati; ma quali possono essere degli obbiettivi che la giustifichino?

Correggere i difetti della chioma

Alcuni arbusti crescono con aspetto selvaggio sviluppando rami a destra e a manca in modo casuale e disordinato, come ad esempio succede nella Chaenomeles japonica. Se questo portamento naturale sconvolge il vostro “senso dell’ordine” si può intervenire con qualche taglio mirato spostando la crescita della pianta su altri rami o fermando lo sviluppo dei rami ribelli con qualche cimatura. Sarebbe stato meglio scegliere una pianta con crescita regolare piuttosto che procedere con le potature ma…

Ecco perché è importante conoscere bene le piante prima di comperarle e metterle in giardino o in terrazzo e la conoscenza non deve limitarsi a quella agronomica ma deve riguardare anche le loro caratteristiche estetiche.

Impostare o mantenere forme di allevamento obbligate

Le forme di allevamento obbligate vengono utilizzate per allevare piante in una forma che non è quella naturale. 

La forma a “spalliera”, ad esempio viene utilizzata per allevare contro un muro o una spalliera, appunto, piante da frutto come Meli e Peri, ma si può utilizzare anche per molti arbusti, riducendone l’ingombro in profondità. Oltre alla finalità legata all’ingombro e alla funzionalità questa forma di allevamento è usata spesso per il suo indiscutibile valore estetico.  Queste forme d’allevamento prevedono schemi rigidi, richiedono una notevole capacità da parte dei potatori e un notevole impiego di lavoro per il conseguimento ed il mantenimento della forma, ragione per cui non sono più molto diffuse.

Un’altra forma di allevamento obbligata, in questo caso, invece, molto diffusa è quella delle rose rampicanti (in realtà sarmentose) che vengono utilizzate per coprire muri, facciate o pergole. Questo tipo di allevamento prevede schemi di potatura ad hoc per ogni tipologia di rose.

Modificare il vigore di un ramo o spostare il vigore su un altro ramo.

Nel caso si voglia fermare la crescita di una pianta verso l’alto o in qualunque altra direzione si può intervenire con tagli di ritorno per spostare la crescita su un altro ramo a noi più consono o con la cimatura per favorirne l’accestimento.

Taglio di ritorno su salvia
Il taglio di ritorno sposta la crescita su un altro ramo

Sfoltire la vegetazione all’interno della pianta

Un intervento che si utilizza spesso in arbusti che sviluppano malattie crittogamiche (funghi), in cui la scarsa ventilazione e l’accumulo di umidità a causa della eccessiva fittezza della chioma ne favoriscono lo sviluppo, soprattutto con le temperature più calde della primavera ed estate. E’ il caso delle Rose, sempre quelle direte voi…, ebbene sì, soprattutto per le Rose moderne fortemente ibridate nella forsennata ricerca del fiore più bello, più profumato o con il colore inesistente si sono perse le naturali caratteristiche di resistenza ai parassiti che le Rose specie hanno e, quindi, per limitare gli attacchi è necessario sfoltire i rami all’interno dei cespugli per far circolare l’aria

È un intervento che può servire anche a correggere scelte progettuali sbagliate, potrebbe essere utile sfoltire l’interno della chioma per far penetrare più luce e illuminare meglio aiuole o piccoli arbusti tappezzanti sottostanti in le cui piante faticano a crescere per la scarsa illuminazione. Io piuttosto sostituirei con piante adatte alla posizione, quelle più adatte a posizioni molto ombrose, piuttosto che potare l’arbusto soprastante ma, si sa, ognuno faccia quel che meglio crede o più gli piace.

Lo sfoltimento interno della chioma potrebbe anche servire per meglio osservare la trama dei rami in piante con particolare interesse estetico o per traguardare con lo sguardo al di là dell’arbusto.

Eliminare rami vecchi

In alcuni arbusti può essere opportuno svecchiare per mantenere la particolare colorazione della corteccia come succede al Cornus alba e al C. stolonifera. I rami sono rossi quando sono giovani, man mano che invecchiano la corteccia diventa marrone.

Lo svecchiamento potrebbe anche essere necessario quando il ramo ha già fiorito per più anni e un suo rinnovo potrebbe stimolare la crescita di un nuovo ramo vigoroso che potrà sostituirlo e fiorire a sua volta per altri anni ancora. Di solito questa operazione si fa su arbusti che fioriscono su rami dell’anno primari o secondari o su rami di 1 anno (Rose moderne, Deutzia, Forsythia ecc.).

Sugli arbusti che fioriscono su rami più vecchi (2 o più anni Magnolia stellata, Chimonanthus, Syringa ecc.) lo svecchiamento rischia di togliere parte della fioritura con la necessità di dover aspettare molto per rivedere quella parte fiorita.

L’eliminazione di qualche ramo più vecchio, se necessario, va fatta periodicamente (ogni 2-3 anni) per evitare di dover fare tagli di eccessive dimensioni che faticano a essere cicatrizzati e l’asportazione deve essere limitata a solo 1 o 2 rami per anno, per non creare eccessivi vuoti o stress alla pianta; nel complesso l’intervento di potatura per un arbusto, compreso lo svecchiamento non può asportare più di un terzo della vegetazione.

Eliminare rami secchi o malati

L’asportazione di rami seccati a causa di stress idrici o gelate può avvenire senza problemi; la pianta ha già isolato il ramo e dovremo solo fare attenzione a tagliare senza intaccare l’anello di legno sano che circonda il ramo, rispettando il collare.

L’asportazione di rami malati si fa quando la patologia non è sanabile in altro modo, con trattamenti antiparassitari ad esempio. Generalmente si tratta di patologie causate da virus e batteri per la cui cura non esistono antidoti. Bisogna, in questi casi procedere alla disinfettazione delle lame subito dopo aver effettuato il taglio.

Cancro rameale
Il ramo affetto da cancro rameale va asportato alla base

Rimediare a spaccature dovute ad agenti atmosferici

In caso di vento forte, neve pesante o altre calamità naturali è possibile che alcuni rami si spezzino o si pieghino malamente e può essere utile intervenire rimodellando la parte colpita con opportuni tagli, preferendo sempre e comunque interventi con taglio di ritorno.

Contenere lo sviluppo di una pianta sbagliata nel posto sbagliato

Quando non esiste un progetto con una pianificazione degli spazi e una corretta scelta delle piante e la scelta viene fatta solo per “simpatia”, non conoscendo le dimensioni di crescita delle piante utilizzate, è possibile che nel tempo queste occupino spazi necessari ad altre funzioni, come ad esempio i vialetti. In questo caso si può intervenire limitando la crescita dei rami che ingombrano il passaggio utilizzando la tecnica della cimatura.

Se l’ingombro è eccessivo è l’intervento si prospetta massiccio e ne deturpa pesantemente sia la forma estetica sia la salute della pianta, a mio parere è molto meglio sostituire l’arbusto con un altro che crescendo nel tempo resti nello spazio assegnatoli. 

Se avete uno spazio di 1m x 1m è folle pensare di farci stare arbusti che hanno diametri di chioma anche solo di 2m x 2m massacrandoli con la potatura, o ancor peggio, mi è capitato di vedere simili nefandezze in alcuni giardini, di legarne i rami come se fosse un mazzo di fiori.

Direi che queste sono le possibili motivazioni che possano giustificare un intervento di potatura sugli arbusti e comunque meno si interviene meglio è!