La margotta è una tecnica di moltiplicazione vegetativa molto simile alla talea, anche se un po’ più complicata, che consiste nel far radicare rami o polloni basali ricoprendoli di terriccio.

Vediamo come si procede.

Margotta aerea, chiamata così perché si utilizzano rami della chioma della pianta da moltiplicare (pianta madre): 

scegliete un ramo erbaceo o appena semi-legnoso e con un coltellino da innesto o con un coltello ben affilato incidete la corteccia scortecciandola per qualche millimetro, quindi fate un taglio orizzontale nel rametto facendo attenzione a non tagliarlo completamente, il taglio può arrivare a circa metà del diametro del ramo.

 A questo punto inserite tra i lembi del taglio un pezzetto di plastica rigida in modo da evitare che il taglio si richiuda e avvolgete la parte di ramo incisa con un terriccio costituito da torba e sabbia avvolgendolo in un film di plastica nera, infatti togliere la luce è di estrema importanza per stimolare la produzione di radici.

Chiudete con uno spago sopra e sotto la margotta creando un cartoccio

Cartoccio in plastica applicato al ramo per creare la margotta
Cartoccio in plastica applicato al ramo per creare la margotta

E’ fondamentale mantenere sempre umido il terriccio quindi con l’aiuto di una siringa inserite acqua dalla parte superiore del cartoccio che avete creato con la plastica.

Nel cartoccio con il tempo si formeranno le radici, potrete controllare aprendolo con delicatezza; i tempi variano da pianta a pianta ma come minimo impiegherà un paio di mesi

Quando avrete la certezza che le nuove radici sono ben sviluppate potrete separare la margotta della pianta madre e trapiantarla.

Il momento migliore per fare la margotta è fine primavera-inizio estate (maggio-giugno) poiché le temperature sono abbastanza elevate e la pianta è in piena vegetazione, condizione essenziale per la buona riuscita della margotta insieme ad una costante umidità nel terriccio.

Questo metodo viene più spesso utilizzato per riprodurre piante da interno come ad esempio i Ficus, come avete visto è piuttosto complicato e richiede molta attenzione nel non far asciugare la margotta, ecco perché si preferisce fare la talea.

Margotta di ceppaia, viene utilizzata per moltiplicare arbusti polloniferi in particolare piccoli frutti come Ribes e Uva spina, ma, per la sua economicità e facilità di esecuzione viene utilizzata anche per la moltiplicazione di portainnesti per i fruttiferi.

Si ottengono migliori risultati su piante che hanno vegetazione di un anno a partire dalla base quindi le piante madri vanno tagliate drasticamente in inverno lasciando solo corti speroni basali che emetteranno nuova vegetazione in primavera. Nell’anno successivo, quando i nuovi rami avranno un anno di età si procede a ricoprire gli speroni e la base dei nuovi rami con terriccio che verrà mantenuto umido in modo da stimolare l’emissione di nuove radici avventizie. A fine stagione si potranno tagliare i rami radicati e trapiantarli.

Le piante madri possono essere utilizzate per parecchi anni per la produzione delle margotte di ceppaia.