Alcune piante, per crescere sane e belle, hanno bisogno di vivere in terreni con pH inferiori al 7 (neutralità) e per questo motivo vengono chiamate ‘’acidofile’’. Se il terreno in cui sono piantate non rispetta questa loro particolare esigenza, si potranno notare segni di ingiallimento nelle foglie, la cosiddetta ‘’clorosi ferrica’’.

L’ingiallimento fogliare, che parte dalla lamina fogliare lasciando inizialmente verdi le nervature, è causata dalla insufficiente o nei casi gravi, mancata formazione della clorofilla; il ferro infatti è il componente centrale della molecola della clorofilla, pigmento che colora di verde le foglie e, in condizione di pH troppo elevati, questo gruppo di piante non è in grado di assorbirlo dal terreno. La riduzione della clorofilla porta inevitabilmente anche a una minore produzione di energia, che a sua volta causerà una stentata crescita di queste piante.

La trasformazione del ferro in forma insolubile e quindi non assorbibile dalle piante è dovuta alla condizione di pH troppo elevato per tutti i generi, ma in questa categoria di piante si verifica già a pH inferiori a 7, condizione di neutralità del terreno.

Per le acidofile il ferro diventa insolubile e quindi non assorbibile dalle radici, a pH che variano da genere a genere.

Ecco i valori di pH necessari per la crescita corretta delle piante acidofile:

  • pH tra 4,5 e 5,5: Azalea, Rododendro, Leucothoe, Pieris, Pernettya Vaccinium (mirtillo)
  • pH tra 5,5 e 6,5: Kalmia, Erica, Camellia, Skimmia, Gardenia, Castagno