Prima di parlare di tagli è opportuno richiamare alcune nozioni fondamentali che servono a capire le motivazioni per cui si sceglie di procedere in una determinata maniera.

La linfa nelle piante si muove perché è richiamata soprattutto dalla traspirazione degli organi vegetativi che si trovano sulla sua chioma: gemme o foglie, non viaggia in modo autonomo…

Per questa ragione quando facciamo un taglio dobbiamo fare in modo che subito sotto si trovi una foglia o una gemma in grado di “risucchiare” la linfa che serve a irrorare il pezzo di ramo rimasto.

Il potatore ha lasciato il "moncherino" che presenta anche slabbrature
Il potatore ha lasciato il “moncherino” che presenta anche slabbrature

Quindi il taglio va fatto di pochi millimetri al di sopra di uno di questi due organi, una foglia, se è presente, o una gemma che si trova sempre in corrispondenza della cicatrice fogliare anche se non è perfettamente visibile. 

Il taglio, inoltre, va fatto preferibilmente a “fetta di salame” e inclinato verso il lato opposto a quello in cui si trova la gemma. Per rami di dimensione inferiore a 1-2cm, l’inclinazione non è indispensabile ma va da sé che è meglio imparare a posizionare la forbice nel modo corretto per procedere automaticamente a fare il taglio inclinato, così non sbaglierete quando sarà necessario procedere in questo modo.

Nel caso di gemme già sviluppate o di grandi dimensioni, l’inclinazione del taglio permette di proteggere in modo più efficace la gemma che viene lasciata e che potrebbe essere danneggiata se spuntasse fuori dal ramo.

Lasciare moncherini di qualche centimetro al di sopra della gemma non è opportuno sia dal punto di vista estetico che per la salute della pianta stessa. Se lasciate un pezzetto di ramo privo di gemme o foglie, infatti, nel tempo seccherà e potrebbe essere attaccato da funghi o da insetti provocando il proseguo del danno anche al pezzo di ramo sottostante perché non verrà nutrito dalla linfa che si fermerà alla gemma appena sotto. 

Un altro accorgimento indispensabile è utilizzare sempre attrezzi con lame perfettamente affilate e disinfettate. Il taglio dovrà essere netto e preciso senza slabbrature o scortecciature.  I tessuti intorno al taglio, infatti, dovranno procedere alla formazione del callo di cicatrizzazione che non potrà essere regolare e omogeneo se la corteccia presenta slabbrature. Una “cicatrizzazione” veloce e uniforme permetterà alla pianta di chiudere perfettamente la ferita evitando problematiche legate all’attacco di patogeni.

Differenza tra un taglio che sta richiudendo la ferita, ed uno in cui il processo non è ancora iniziato
Differenza tra un taglio che sta richiudendo la ferita, ed uno in cui il processo non è ancora iniziato

Va da sé che più piccolo sarà il taglio minore sarà il tempo che la pianta impiega a chiuderlo, sulla velocità di cicatrizzazione influisce anche il momento in cui si va a tagliare: se la pianta è in una fase di attività vegetativa il processo sarà più rapido.