Le betulle sono piante da clima fresco, tipiche delle zone di montagna, dove possono essere considerati alberi di 1° grandezza. In pianura, nelle zone calde, con estati siccitose, a causa del clima avverso questi alberi superano di poco i 10 metri altezza, una 3° grandezza, quindi.

Parleremo di due Betulle autoctone, la Betula pendula e la Betula pubescens, e di una originaria del nord-America, la Betula papyrifera.

Betula pendula

È una caducifoglia, facile da riconoscere in inverno per la sua corteccia da giovane bianca e che man mano che l’albero invecchia diventa scura e rugosa. I rami terminali, glabri, hanno un portamento ricadente da cui deriva il nome della specie.

Corteccia di Betula pendula
Corteccia di Betula pendula
Rami di Betula pendula
Rami di Betula pendula

In estate ha foglie semplici, spiralate, triangolari, con margine doppiamente dentato.

Betula pubescens

Molto simile alla precedente, tipica dell’Europa del nord, in Italia è molto più rara perché ama ancor più il freddo è presente solo sulle Alpi.  Si distingue dalla B. pendula per i seguenti caratteri:

  • Giovani rami terminali sono più grossi e mai ricadenti
  • Giovani rami molto pubescenti
  • Corteccia giovane bianco-grigiastro o bianco-giallastro

Betula papyrifera

Pianta anch’essa caducifoglia, in inverno si riconosce dalla tipica corteccia bianca che si sfalda in foglietti, caratteristica da cui prende il nome, basta questo per distinguere questa pianta.

Corteccia di Betula papyrifera
Corteccia di Betula papyrifera

In estate presenta foglie semplici, alterne, con margine doppiamente dentato, base arrotondata e forma tra ovale e triangolare.