In botanica questi aggettivi hanno significati ben precisi: per pianta annuale si intende un vegetale che compie il proprio ciclo vitale in un anno o a volte anche solo in paio stagioni. Le piante annuali dedicano l’ultimo periodo della loro vita a garantire la moltiplicazione della specie producendo semi

Il termine ‘’stagionale’’ è stato introdotto dai vivaisti che definiscono ‘’stagionali’’ le piante annuali che compiono il loro ciclo di fioritura in una stagione predefinita. Avremo quindi piante stagionali primaverili che fioriscono da febbraio ad aprile, estive la cui fioritura va da aprile a settembre/ottobre, autunno/invernali con fioritura da ottobre a febbraio. Sonno annuali stagionali le Primule, le Viole, le Calendule ad esempio.

Calendula fiore giallo
Calendula

A volte si utilizzano come se fossero stagionali anche piante perenni o piccoli arbusti, le Lantana per esempio, che non sopravvivono alle condizioni climatiche delle stagioni avverse e quindi muoiono, ma botanicamente sono arbusti e piante perenni.

Le biennali, invece, compiono il loro ciclo vitale in due anni, nel primo anno la pianta produce le parti vegetative, foglie, fusti e radici, quindi nei mesi più freddi va in ‘’dormienza’’. Molte piante biennali hanno bisogno di questo periodo di freddo perché stimola la produzione di gemme a fiore nella primavera successiva (vernalizzazione). Durante la primavera successiva, o l’estate, le biennali fioriscono, producono i semi e infine muoiono. Sono piante biennali le Bellis perennis, la Digitalis purpurea e molte piante da orto come il prezzemolo, la lattuga e gli spinaciLe piante perenni sono quelle che vivono per più di due anni, possono essere sempreverdi o perdere completamente la parte vegetativa durante l’inverno, ma conservano vivo l’apparato radicale da cui nella primavera rispunta la nuova vegetazione. Sono piante perenni caduche l’Echinacea sp, la Gaura (vedi foto in alto), la Verbena e tante altre ancora; sono perenni sempreverdi l’Heukera, la Stakys, la Pakysandra e molte altre .