Quando si utilizza la modalità di potatura a gemma o a foglia l’intervento può avere risultati molto diversi a seconda del punto del ramo in cui si taglia, cioè se si taglia poco e si lascia un ramo lungo o si taglia tanto e si lascia un ramo corto.

Taglio lungo

Se con il taglio si lasciano tante gemme, cioè il ramo resta lungo avremo l’apertura delle gemme sottostanti il taglio (accestimento), ma dato che la quantità di linfa disponibile va suddivisa su più gemme il risultato sarà la formazione di più rami laterali ma di dimensioni contenute. Nel caso di arbusti a fioritura su rami dell’anno primari avremo fiori di minori dimensioni ma in quantità molto più elevata dando all’arbusto una fioritura piena e corposa.

 Il vantaggio in questo caso non è solo il rinfoltimento della chioma ma anche un maggiore sostegno della vegetazione nuova (vedi foto in alto) che poggia su un ramo consistente, legnoso, in grado di sostenerla e che non alletterà (cadrà verso il basso) soprattutto se i rami nuovi sono portatori di fiori che contribuiscono ad aumentarne il peso. Altro indiscutibile vantaggio è di tipo estetico, la pianta trattata con taglio lungo mantiene la forma naturale della chioma. 

Questo è il tipo di intervento ottimale da eseguire, ad esempio, sulle Spiree a fioritura estiva. Dopo aver fatto lo svecchiamento e se necessario il diradamento della vegetazione interna lasciare rami più lunghi provoca la formazione di più rami laterali ognuno dei quali porta un fiore, avremo così fiori un poco più piccoli ma in maggior numero. Il ramo lasciato lungo inoltre ha una consistenza legnosa che permette il sostegno dei rametti laterali fioriti e quindi non ci sarà allettamento. L’arbusto avrà una migliore forma estetica e la fioritura sarà anticipata rispetto a quello che avviene con il taglio corto. In generale questo tipo di taglio porta i medesimi vantaggi se applicato a tutti gli arbusti che fioriscono sul ramo dell’anno primario.

Taglio corto

Se invece facciamo un taglio corto, lasciamo cioè il ramo corto con poche gemme il risultato sarà opposto. Il nutrimento disponibile suddiviso tra poche gemme porterà alla formazione di nuovi rami di consistenza tenera e inizialmente erbacea, spesso lunghi, che potrebbero essere soggetti all’allettamento soprattutto se in cima ci sono fiori. 

Effetto del taglio corto sulla Spirea a fioritura estiva
Effetto del taglio corto sulla Spirea a fioritura estiva

Un altro svantaggio a mio parere molto importante è di natura estetica: le piante così potate avranno un aspetto striminzito e appariranno prive di vegetazione consistente per parecchi mesi prima di tornare ad essere esteticamente apprezzabili. 

Nella potatura delle Spiree a fioritura estiva, sopra citate, ad esempio viene spesso consigliato di tagliare tutta la vegetazione lasciando alla base solo speroni con poche gemme. Questo trattamento consente alla pianta di fare lunghi rami che portano in cima la fioritura estiva ma con alcuni aspetti decisamente negativi. Per prima cosa la fioritura avverrà più tardi perché la produzione del ramo lungo e poi della gemma a fiore in cima vuole più tempo e secondariamente i rami prodotti saranno lunghi ed erbacei quindi poco resistenti al peso del fiore, il risultato sarà di conseguenza la piegatura verso il basso del ramo rovinando così l’estetica dell’arbusto. 

In generale, inoltre, il taglio corto non deve essere utilizzato su tutta la chioma altrimenti si asporta molto più del terzo di vegetazione consentita mettendo in crisi energetica la pianta. 

Taglio corto e taglio lungo a confronto su Spiraea japonica
Taglio corto e taglio lungo a confronto su Spiraea japonica

Il taglio corto deve essere utilizzato solo sui rami che si tolgono per lo svecchiamento o solo su alcuni rami nel caso si debba procedere a diradare la chioma all’interno dell’arbusto, sempre tenendo presente che la somma di tutti gli interventi di potatura che si andranno a fare non deve superare, come già detto, il terzo della vegetazione dell’arbusto. 

Il taglio corto può essere utile nella potatura delle Rose a cespuglio ibridi di Tea che sono allevate per la produzione di rami da taglio, ossia la classica rosa a gambo lungo (questo è l’obbiettivo di un tale intervento di potatura) che utilizzano i vivaisti che producono fiori recisi o che è destinata ad essere tagliata e messa in vaso in casa. In questo caso però abbiamo piante vigorose che producono rami lunghi ma molto vigorosi che sono in grado di autosostenersi e con in cima un unico grande fiore quindi la potatura a taglio corto è corretta.

Il taglio corto è utilizzato anche nella tecnica della “speronatura“, un intervento di potatura che lascia rami molto corti, addirittura con solo due o tre gemme, ma che deve essere utilizzata solo nei casi di potature piante allevate in forma obbligata, come ad esempio nelle Rose rampicanti moderne allevate a spalliera o a pergola e in alcune forme di allevamento della Vite. 

La tecnica della “speronatura” viene spesso proposta nella potatura della Lagerstroemia indica provocando la formazione di lunghi rami vigorosi ma poco resistenti al peso dei fiori che si aprono in cima, un fiore unico, grande e pesante che determina l’allettamento del ramo. L’arbusto viene così ad avere rami aperti e disordinati con un aspetto molto diverso da quello naturale e meno armonico. Questo tipo di intervento, inoltre, determina un ritardo nella fioritura dato che l’arbusto deve impiegare tempo nella formazione del ramo e poi della gemma.   

Scegliere tra l’utilizzo di un taglio corto o lungo, pertanto, non è indifferente e dipende molto dal tipo di pianta che si sta potando. Prestate la massima attenzione e, come sempre, prima di tagliare riflettete su qual è l’obbiettivo della potatura.